PERCHÉ UNA SCUOLA ELEMENTARE PRIVATA? 

Questa scuola è nata nel 2005, sulla scia del solco segnato dall'esperienza della scuola media La Traccia, con il desiderio di permettere un cammino educativo e didattico ai bambini che iniziano l’avventura decisiva della scuola.

A partire dall'esperienza maturata in seno alla scuola media, ci siamo convinti che sarebbe stato importante allargare questa offerta ai primi passi del cammino scolastico, quelli attraverso cui avviene l’apprendimento fondamentale ed elementare per un bambino.

Come La Traccia, anche La Caravella propone una strada che incarna un ideale educativo nel lavoro scolastico ed in tutta l’esperienza della scuola. In poche parole, partiamo dalla certezza che la persona è un soggetto, una creatura libera e intelligente, dotata di affezione e desiderio infinito di bene e di significato e può mettersi sul cammino del compimento di sé (cammino cui ognuno di noi è chiamato) se incontra adulti autorevoli, animati dal desiderio di mettersi in rapporto, testimoniando una positività assoluta in tutto ciò che vivono (innanzitutto nel loro compito di maestri ed educatori).

Si tratta quindi di un’attualizzazione di quanto la tradizione cristiana ha sempre affermato.

Approfondendo questa intuizione, in questi anni stiamo assistendo con profonda gratitudine all'emergere di un metodo che ne deriva anche sul piano didattico: gli allievi sono realmente invitati ad imparare e a compiere la fatica del lavoro scolastico quando sono certi di una stima nei loro confronti e se sono guardati dagli adulti che li invitano instancabilmente a far emergere il bene che in loro è come un seme.

Ciò che c’è in gioco è importantissimo. Ci ha aiutati a capirlo anche Papa Francesco, nei suoi numerosi interventi ma soprattutto nel suo agire, pieno di amore per l'altro (chiunque egli sia) e quindi carico di un impeto educativo formidabile.

Vorrei sottolineare alcuni risvolti che sono implicati nell'esistenza di una scuola così:

 1.      La scuola è un luogo in cui si viene accompagnati a scoprire la realtà, che è un dato, nella sua ricchezza e nel suo valore. Senza questo anche la scuola didatticamente e tecnicamente più avanzata ha già fallito in partenza, in quanto si rivela incapace di far percepire ai giovani il nesso che c’è tra ciò che imparano e loro stessi.

2.      La scuola è un luogo di adulti consapevoli della grandezza del loro compito e disposti ad incontrare l’altro guardandolo con la stessa tensione di bene e di verità che definisce il loro stesso agire. Senza questo, l’altro è un allievo (o un genitore) da traghettare verso la fine del percorso senza farlo troppo annoiare, senza intoppi fastidiosi o, nella peggiore delle ipotesi, un problema da gestire o da parcheggiare in attesa che altri se ne occupino successivamente.

3.      La scuola è un luogo in cui si educa nello stesso atto dell’insegnamento. Ciò che i ragazzi imparano a scuola, come lo imparano, i contenuti del sapere, non sono per nulla secondari. In essi gli adulti trasmettono, più o meno consapevolmente, una mentalità, una concezione dell’essere, una stima della persona, una cultura.

4.      La scuola elementare svolge un ruolo insostituibile nella formazione di una persona. È lì che si impara, in modo decisivo, un modo di affrontare il lavoro, uno stile ed un habitus verso le richieste della scuola e della professione futura. È li, soprattutto, che parole come “studiare, imparare, ascoltare, concentrarsi, rispettare…” acquistano un contenuto che resterà impresso. È li che, infine, si codifica nel bambino un atteggiamento verso la scuola stessa, di apertura e curiosità desiderosa o di chiusura ideologica.

Mi permetto una considerazione suggerita dall'esperienza di questi anni: un percorso così permette agli allievi di costruire la loro persona e di ricevere in dote un patrimonio che permette loro di affrontare con responsabilità qualunque sfida il loro futuro riservi. Anche per i genitori questa esperienza rappresenta la possibilità di essere accompagnati nel compito educativo, aiutandoli ad allargare lo sguardo sui propri figli e ad essere rilanciati di fronte alle molteplici sfide che tale compito implica in ogni momento della crescita. Insomma, un bene per tutti.

In questi anni ho registrato un pregiudizio, a mio avviso errato e miope, che vede poco utile una scuola elementare privata, nella convinzione che ci si porrà il problema quando si entrerà nella difficile e critica età dell’adolescenza.

Basterebbe chiedere ai docenti di prima media un giudizio per capire quanto sia difficile scalfire in un ragazzo il suo modo di concepire la scuola, lo studio e i rapporti con gli altri.

Con questo scritto, desidero muovere a considerare la possibilità di questa esperienza scolastica ed umana per figli e genitori, mettendomi volentieri a disposizione per un incontro in cui approfondire tutto ciò che sta a cuore a questo proposito.

Ogni obiezione o dubbio, non può essere la ragione che impedisce almeno un confronto con questa possibilità ed un approfondimento nel dialogo comune.

L’educazione non è uno dei tanti problemi in cui ci imbattiamo oggi ma è il cuore dell’uomo, di ogni uomo, e sta all'origine di tutto ciò che accade sotto i nostri occhi, dal microcosmo del nostro quotidiano allo scenario ben più grande del mondo intero.

Grazie, Marco Squicciarini, dir.